Ci siamo trasferiti
di TWIMC (12/01/2011 - 13:19)
Ci siamo trasferiti sul nuovo blog di twimc: www.twimc.it.
Vi Aspettiamo.
Storia e Memoria .566
di TWIMC (09/01/2011 - 12:07)
Storia e Memoria .566
ANNIVERSARI DEL 13 GENNAIO
Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata
Foglio periodico di TWIMC Parma - Anno VIII - N. 566 - Edizione del 13.01.2011
Sant’Ilario di Poitiers, Vescovo
Patrono di Parma e dottore della Chiesa
E' stato definito "l'Atanasio d'Occidente", e infatti i punti di somiglianza col battagliero vescovo di Alessandria sono molti. Contemporanei - Ilario nacque agli inizi del secolo IV a Poitiers e vi morì nel 367 - hanno dovuto combattere contro lo stesso avversario, l'arianesimo, partecipando alle polemiche teologiche con i discorsi e soprattutto con gli scritti. Anche Ilario, per ordine dell'imperatore Costanzo, allineatosi con le decisioni del sinodo ariano di Béziers del 356, venne mandato in esilio, in Frigia.
Il contatto con l'Oriente fu provvidenziale per il vescovo di Poitiers: nei cinque anni che vi trascorse ebbe modo di imparare il greco, di scoprire Origene e la grande produzione teologica dei Padri orientali, procurandosi una documentazione di prima mano, per il libro che gli ha valso il titolo di dottore della Chiesa (attribuitogli da Pio IX): il De Trinitate, intitolato dapprima più felicemente De Fide adversus Arianos, era infatti il trattato più importante e approfondito apparso fino ad allora sul dogma principale della fede cristiana. Anche nell'esilio non rimase inattivo. Con l'opuscolo Contra Maxentium attaccò violentemente lo stesso Costanzo, contestandone il cesaropapismo, la pretesa di immischiarsi nelle dispute teologiche e negli affari interni della disciplina ecclesiastica. Rientrato a Poitiers, il coraggioso vescovo riprese la sua opera pastorale, efficacemente coadiuvato dal giovane Martino, il futuro santo vescovo di Tours.
Nato nel paganesimo, Ilario aveva cercato a lungo la verità, chiedendo lumi alle varie filosofie e in particolare al neoplatonismo, che avrebbe poi fortemente influito sul suo pensiero anche più tardi. La ricerca di una risposta al suo interrogativo sul fine dell'uomo lo portò alla lettura della Bibbia, dove finalmente trovò quello che cercava; allora si convertì al cristianesimo.
Nobile proprietario terriero, quando si convertì era già ammogliato e padre di una bambina, Abre, che amava teneramente. Era stato battezzato da poco, che venne acclamato vescovo della sua città natale. Furono sei anni di intenso studio e predicazione, prima di partire per l'esilio, che come abbiamo ricordato ne perfezionò la formazione culturale teologica. Accanto alla voce squillante del polemista e del difensore dell'ortodossia teologica, vi è però in lui anche un'altra voce, quella del padre e del pastore. Umano nella lotta, e umanissimo nella vittoria, si prese cura dei vescovi che riconoscevano il proprio errore, e ne sostenne persino il diritto di conservare l'ufficio.
Etimologia: Ilario = gaio, allegro, dal latino. Emblema: Bastone pastorale
Nell’immagine: Sant’Ilario, Vescovo
13 gennaio 2011. Sant’Ilario di Poitiers, Vescovo. Patrono di Parma e Dottore della Chiesa
(Thanks to: Piero Bargellini, Santi e Beati, Regina Mundi)
Storia e Memoria . 566
Storia e Memoria .563
di TWIMC (18/12/2010 - 11:42)
Storia e Memoria .563
ANNIVERSARI DEL 24 DICEMBRE
Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata
Foglio periodico di TWIMC Parma - Anno VII - N. 563 - Edizione del 24.12.2010
Santi del giorno:
Vigilia di Natale, Sant'Adele di Pfalzel badessa, San Delfino di Bordeaux vescovo, San Gregorio di Spoleto martire, Sant'Irmina di Treviri vergine, San Metrobio martire, San Giacobbe Patriarca (*), Santa Rachele moglie di Giacobbe, Santa Tarsilia, Santa Paola Elisabetta Cerioli vedova, Beato Bartolomeo Maria Dal Monte Sacerdote, Servo di Dio Odoardo Focherini.
Eventi:
1294: Viene eletto Papa Bonifacio VIII. 1672: L'astronomo italiano Giovanni Cassini scopre Rhea, satellite di Saturno. 1818: Bianco Natale viene composta da Franz Xaver Gruber. 1865: Veterani confederati della guerra di secessione fondano il Ku Klux Klan. 1871: L'Aida rappresentata per la prima volta al Khedivial Opera House de Il Cairo. 1943: Il generale Dwight D. Eisenhower diventa comandante supremo degli Alleati.
Nati:
3 a.C.: Servio Sulpicio Galba, imperatore romano
1491: Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù († 1556)
1809: Kit Carson, uomo della frontiera statunitense († 1868)
1837: Elisabetta di Baviera (Sissi), imperatrice d'Austria († 1898)
1898: Baby Dodds, jazzista († 1959)
1922: Ava Gardner, attrice statunitense († 1990)
1931: John Charles, calciatore gallese († 2004)
Morti:
1524: Vasco da Gama, esploratore portoghese (n. 1469?)
1863: William Makepeace Thackeray, scrittore (n. 1811)
1935: Alban Berg, 50, compositore austriaco (n. 1885)
1972: Gisela Richter, storico dell'arte (n. 1882)
1980: Karl Dönitz, ammiraglio tedesco (n. 1891)
1982: Louis Aragon, scrittore francese (n. 1897)
1997: Toshirô Mifune, attore giapponese (n. 1920)
(*) San Giacobbe, Patriarca
Hebron, Terra di Canaan - † Egitto
I suoi genitori furono il patriarca Isacco e Rebecca, la quale essendo sterile, in virtù delle preghiere rivolte a Dio dal marito Isacco, alla fine in età avanzata rimase incinta di due gemelli, appunto Esaù e Giacobbe che si urtavano nel seno materno, quasi presagio delle lotte fraterne che sarebbero accadute dopo la nascita. Nacquero e crebbero nella Terra di Canaan, finché, secondo il racconto della Genesi, Giacobbe riuscì ad ottenere i diritti della primogenitura dal fratello Esaù in cambio di un piatto di lenticchie. Poi essendo il loro padre Isacco vecchio ed ammalato, questi volle impartire la benedizione dei patriarchi al primogenito, allora Giacobbe approfittò della momentanea assenza di Esaù dal villaggio e con la complicità e suggerimento della madre Rebecca, della quale era il favorito, indossò una pelliccia di animale, così da poter passare per Esaù che era molto peloso, infatti Isacco quasi cieco non si accorse del camuffamento e impartì la benedizione a Giacobbe credendolo Esaù. Ciò suscitò l’ira del fratello quando, ritornato, apprese dell’inganno. Secondo le ancestrali regole, la benedizione una volta data non poteva essere ritirata, né impartita anche a lui: per vendicarsi Esaù fece proposito di uccidere Giacobbe. Rebecca allora per salvarlo, inviò Giacobbe presso la sua parentela di origine nella Terra di Paddan-Aram; nella casa di suo padre Betel e di suo fratello Labano. Lo scopo non era solo allontanarlo dalla vendetta di Esaù, ma anche per fargli trovare una moglie, nella cerchia della sua parentela, secondo la legge della “endogamia”, che prescriveva di non sposare donne di altre tribù al fine di preservare la discendenza del proprio clan. Così Giacobbe partì con la benedizione di Isacco, verso Carrai città di origine di Abramo, Isacco e Rebecca, situata nella fertile e pianeggiante regione di Paddan-Aram; mentre Esaù si unì con una donna del luogo. Durante il cammino per giungere dallo zio Labano, Giacobbe si fermò in una località detta allora Luz (nome che fu poi cambiato in Betel = Bet-El, casa di Dio); prese una pietra, vi appoggiò il capo e si addormentò. Nel sonno vide una scala che in basso poggiava sulla terra e in alto toccava il cielo, sulla quale salivano e scendevano angeli, Dio dalla sommità, gli prediceva che la sua discendenza sarebbe stata numerosa come la polvere della terra e che lo avrebbe tenuto sempre sotto la sua protezione; Giacobbe fece voto di riconoscerlo sempre come suo Dio e di ritornare in quel luogo per trasformarlo in santuario. Presso Labano, Giacobbe s’invaghì della cugina Rachele e la chiese in sposa al padre suo zio, il quale gliela promise a patto che lavorasse per lui come pastore per sette anni, affinché con il suo lavoro potesse ‘riscattarla’, secondo la prassi orientale, dalla famiglia di appartenenza, facendola diventare così “sua”. L’amore di Giacobbe per la giovane e bella Rachele, fece sembrare breve quel lungo periodo di sette anni, al termine dei quali si organizzò finalmente un banchetto per il promesso matrimonio. Ma come un colpo di scena teatrale, nell’oscurità della sera, Labano fece condurre nella tenda di Giacobbe non Rachele, ma la figlia maggiore Lia tutta velata, la quale era ancora nubile e non della stessa bellezza. Al mattino dopo Giacobbe accortosi dell’inganno, protestò vivamente con Labano, il quale si giustificò dicendo che era usanza di sposare prima la figlia maggiore se nubile. In effetti Giacobbe fu ripagato allo stesso modo, dell’inganno fatto ad Isacco a scapito di suo fratello Esaù proprio da un parente più furbo di lui. Labano gli disse allora: “Finisci la settimana nuziale con Lia, poi ti darò anche Rachele, per il servizio che tu presterai ancora presso di me per altri sette anni”. Non si dimentichi che la poligamia era ampiamente praticata nell’antico Vicino Oriente. A questo punto a Giacobbe non restò altro che accettare e dopo la prescritta settimana con Lia, poté realizzare il suo lungo sogno e “si accostò a Rachele e l’amò più di Lia”. Lo scrittore del sacro testo biblico, descrive poi le inevitabili tensioni suscitate dalla relazione a tre di Giacobbe e le due mogli; tanto più che Lia più trascurata, era però feconda, mentre Rachele amata era sterile. Lia partorì quattro figli, Ruben, Simeone, Levi, Giuda, capostipiti di celebri tribù. Risultati vani i tentativi di generare figli propri, Rachele ricorse alla possibilità di generare per interposta persona, secondo l’uso orientale; quindi offrì a Giacobbe la propria schiava Bila affinché potesse avere un figlio tramite di lei. Questo era già avvenuto tempo prima con Sara moglie sterile di Abramo e la sua schiava Agar, che generò Ismaele considerato poi figlio di Sara. Il racconto biblico prosegue descrivendo la situazione familiare di Giacobbe, che venne a trovarsi al centro della competizione fra le due sorelle a dargli dei figli: si ricorda che compito principale della donna era quello di generare figli e ciò era anche indice della benedizione di Dio sul nucleo familiare e sulla tribù. A questo punto si legge nella Genesi che Dio “si ricordò” di Rachele, esaudì le sue preghiere e la rese feconda, ed ella concepì e partorì un figlio chiamato Giuseppe. Erano trascorsi una ventina d’anni circa e a Giacobbe sorse il desiderio di ritornarsene a Canaan sua terra d’origine, tanto più che i rapporti con lo zio-suocero erano diventati più difficili. Con il consenso delle due mogli, che si ritenevano vendute a suo tempo dal padre, con il seguito delle due schiave e degli undici figli, padrone ormai di numerosi armenti e servitori, Giacobbe di nascosto lasciò la casa di Labano diretto a Canaan. Lungo il cammino, a Giacobbe apparvero gli angeli, come un esercito schierato, nella località di Macanaim; la visione lo confortò e confermò la presenza di Dio che lo proteggeva e lo guidava. Giunta la carovana verso il paese di Seir nella campagna di Edom, Giacobbe inviò dei messaggeri al fratello Esaù, annunciandogli il suo ritorno e sperando nel suo perdono. Esaù gli andò incontro con quattrocento uomini, lo spaventato Giacobbe, che però confidava nell’aiuto di Dio, inviò davanti a sé a scaglioni delle greggi di capre, pecore, cammelle, giovenche, asini e torelli, affinché tali doni potessero placare la prevista ira del fratello; mentre egli trascorreva la notte in attesa, accampandosi dopo aver guadato il fiume Iabbok, un affluente del Giordano. Qui durante la notte avvenne un episodio di grande potenza e fascino; un essere celeste (un angelo di Dio) lo affrontò e lottò con lui per tutta la notte fino all’alba; gli domandò il suo nome e gli disse: “Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e gli uomini e hai vinto”; Giacobbe chiamò poi quel luogo ‘Penuel’. Il racconto di recondito significato, più che alla persona fisica di Giacobbe, si riferisce al popolo da lui derivato. Il significato del soprannome Israele è incerto, è probabile che in origine significasse “Dio si mostri forte”, interpretato poi “egli è stato forte contro Dio”. All’alba comparve all’orizzonte Esaù con il suo numeroso seguito e Giacobbe gli andò incontro prostrandosi a terra per sette volte, ma il fratello lo abbracciò e fra le lacrime di entrambi si rappacificarono. Poi Giacobbe si diresse verso Sichem al centro della regione montuosa della Palestina e qui si accampò in un terreno acquistato dal principe locale. La tribù s’incamminò verso Betel sul luogo dove Giacobbe aveva avuto il sogno premonitore della promessa di Dio, riguardo alla sua numerosissima discendenza; qui il patriarca eresse una stele di pietra considerandolo luogo sacro. Proseguendo nel cammino si arrivò nei pressi di Efrata, dove Rachele che era incinta per la seconda volta, ebbe un parto molto difficile e morì mettendo alla luce il secondo figlio Beniamino e sulla strada per Betlemme fu sepolta; l’afflitto Giacobbe eresse sulla tomba una stele ancora oggi esistente, il mausoleo è meta di pellegrinaggio degli ebrei. Giunti ad Hebron si fermarono presso Isacco padre di Giacobbe, il quale morì all’età di 180 anni assistito così dai due figli Esaù e Giacobbe. Stabilitasi nella terra dei suoi avi ad Hebron, le storie di Giacobbe nella narrazione biblica, lasciano il passo a quelle dei suoi figli, in particolare di Giuseppe, il figlio amato giunto nella sua vecchiaia, che fu per gelosia venduto dai fratelli a dei mercanti e giunse in Egitto dove divenne grande alla corte del Faraone. Giacobbe è presente ancora nelle storie di Giuseppe, che poté riabbracciare in Egitto dopo averlo creduto morto e presso il quale morì all’età di 130 anni. Fu sepolto secondo la sua volontà nella grotta di Makpela in Canaan, diventata il luogo di sepoltura dei suoi avi Abramo, Sara, Isacco, Rebecca e anche della sua prima moglie Lia. Prima di morire, Giacobbe in una solenne riunione attorno al suo letto, pronunciò le benedizioni sui suoi dodici figli e in estensione ai dodici popoli d’Israele, che da loro sarebbero derivati. Ricordiamo i loro nomi: Ruben, Levi, Simeone, Giuda, Issacar, Zabulon, dalla moglie Lia; Giuseppe e Beniamino dalla moglie Rachele; Dan e Neftali dalla schiava Bila; Gad ed Aser dalla schiava Zilpa; inoltre Dina anch’essa figlia di Lia. Il patriarca fu pieno della persuasione di vivere alla presenza di un Dio, che l’aveva scelto per realizzare le promesse fatte ad Abramo ed Isacco. Non vacillò nella sua fede verso questo Dio, neanche nei momenti più tragici della sua vita, che fu molto infelice e in definitiva più breve nei confronti degli altri patriarchi. Le numerose rivelazioni divine testimoniano dell’intensità della sua unione mistica con Dio. Come gli altri patriarchi del Vecchio Testamento, Giacobbe è stato sempre ricordato nelle Chiese Cristiane nel periodo dell’Avvento; nel Martirologio Romano egli è ricordato insieme agli avi santi e giusti di Gesù, il 24 dicembre vigilia della nascita di Cristo, dai quali discendeva nella sua vita terrena.
Nelle immagini: San Giacobbe, Patriarca
24 Dicembre 2010 (Thanks to: A.Borrelli, Avvenire, Santi e Beati, Wikipedia)
Storia e Memoria . 563
Questo articolo si può leggere anche cliccando su:
Auguri di Buon Natale e Buon anno 2011
a Voi e famiglie da: Storia e Memoria e TWIMC.
Cari Lettori,
Augurando Buon Natale e felice Anno Nuovo a Voi ed alle Vs. famiglie, cogliamo l’occasione per rinnovare il ringraziamento per l’attenzione (e la pazienza) con cui, ormai da diversi anni, ricevete la nostra corrispondenza.
Siamo però consapevoli che, soprattutto per chi non abita vicino a Parma, queste comunicazioni possono risultare inutili o, a volte, perfino fastidiose. Non vorremmo perciò che accettaste i nostri notiziari per pura cortesia e non ci chiedeste la cancellazione per timore di offenderci. Se così fosse, non gioverebbe né a Voi né a noi. Meglio un rifiuto secco che essere cestinati automaticamente con il moto e i motti di fastidio che di solito accompagnano l’intrusione degli indesiderati. La franchezza farebbe risparmiare tempo e fatica sia a noi che a Voi.
In altre parole: questo è un invito alla cancellazione che rivolgiamo a tutti coloro che, per qualsiasi motivo, non desiderano ricevere le nostre comunicazioni. Per farlo basterà inviare (o ritornare) una e-mail ad uno dei nostri indirizzi ( nesti@quiinternet.com e/o info@twimc.it ) con la scritta CANCELLAMI e da quel momento interromperemo immediatamente ogni invio.
Vi ricordiamo, infine che, da qualche tempo, è in rete, in versione ancora provvisoria, il nostro notiziario TWIMC, raggiungibile cliccando: www.twimc.it, che, sempre aggiornato, esce ogni giorno, con interessanti informazioni. All’interno di TWIMC sarà sempre reperibile, fra gli altri articoli, anche “Storia e Memoria”.
TWIMC, oltre che essere uno strumento di comunicazione diretto e sempre aggiornato, può rappresentare anche un elemento di semplificazione della lettura e della consultazione. E, volentieri, Vi invitiamo a visitarlo. Ancora sinceri auguri di Buone Feste.
Storia e Memoria .562
di TWIMC (16/12/2010 - 09:59)
Storia e Memoria .562
ANNIVERSARI DEL 19 DICEMBRE
Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata
Foglio periodico di TWIMC Parma - Anno VII - N. 562 - Edizione del 19.12.2010
Anniversario (91°) della morte di:
CLEOFONTE CAMPANINI
(Parma 1 settembre 1860 - Chicago 19 dicembre 1919)
Nacque da Francesco, fabbro, e da Anna Rosa Alessandri. A tredici anni iniziò gli studi musicali alla scuola del Carmine di Parma, come convittore interno. Vi rimase cinque anni, studiando violino con C. Ferrarini, e contrappunto e composizione con G. Dacci. Lasciò, tuttavia, la scuola prima di aver terminato gli studi, insofferente dei sistemi pedagogici in essa impiegati. Continuò privatamente lo studio del violino e della composizione con Ferrarini, che, resosi conto del suo talento eccezionale, ebbe per lui particolare predilezione. Nel 1878 esordì come violinista, rivelandosi ottimo interprete delle musiche di Corelli, Tartini, Beethoven, Vieuxtemps e di Henryk Wieniawski. Suonò come violino di spalla nelle orchestre di F.A. Faccio, L. Mancinelli, E. Usiglio e tenne concerti alla Società del quartetto di Parma. Affermatosi rapidamente, fu scritturato non ancora ventenne a Vienna, poi a Berlino e a Londra, dove, al Covent Garden Theatre, eseguì numerosi concerti con vivo successo. A vent’anni Campanini decise di abbandonare la carriera violinistica per quella direttoriale e nell’estate 1880, approfittando di un’assenza del maestro, si fece scritturare al Teatro Reinach di Parma, dove diresse L’ultima notte di carnevale o La notte di carnevale di N. Cialdi. Il suo vero esordio come direttore d’orchestra avvenne il 16 settembre 1882 al Teatro Regio parmense: in quell’occasione diresse l’opera Carmen, nella quale la parte di don José era interpretata dal fratello, il tenore Italo, e da altri rinomati artisti. L’opera ebbe vivissimo successo e il suo fare disinvolto, la sua battuta franca e decisa e senza la minima ombra di incertezza e il buon senso con cui coloriva la musica furono molto elogiati dal critico della Gazzetta di Parma del 21 settembre 1882. Nel 1884 Campanini fu scelto per dirigere alla prima Esposizione internazionale torinese, superando, con la sua orchestra composta da elementi parmigiani (nella quale figurava anche Arturo Toscanini come violoncello di fila), quelle dirette da G. Martucci, F.A. Mancinelli, C. Pedrotti e L. Faccio. In seguito, scritturato all’estero, compì tournée negli Stati Uniti e nell’America del Sud. Diresse, inoltre, in Europa nei maggiori teatri (Liceo di Barcellona, Real di Madrid) e ancora in America al Colón di Buenos Aires. Nel 1890 sposò il soprano Eva Tetrazzini, che interpretò numerose opere da lui dirette, tra le quali Fedora di U. Giordano, rappresentata al Teatro Regio di Parma nel 1902. In quello stesso anno, il 6 novembre, Campanini ottenne un caloroso successo dirigendo la prima esecuzione di Adriana Lecouvreur di F. Cilea al Teatro Lirico di Milano. Fu quindi scritturato per tre anni alla Scala di Milano, dove diresse in prima esecuzione le opere Siberia di U. Giordano, il 19 dicembre 1903, e Madama Butterfly di Puccini il 17 novembre 1904: la prima rappresentazione dell’opera fu male accolta dal pubblico e dalla critica, ma solo tredici mesi più tardi, quando lo stesso Campanini la diresse al Teatro Grande di Brescia, riscosse un caloroso successo. Delle numerose opere che Campanini diresse alla Scala tra il 1903 e il 1905 ebbero un successo particolare Wally, Lorelei, Le Nozze di Figaro (interpretata da C. Ferrari, G. Russ e G. De Luca), Freischutz e L’Oro del Reno. Nel 1905 diede improvvisamente le dimissioni dal Teatro alla Scala in seguito a un diverbio con alcuni componenti dell’orchestra che gli erano ostili. Campanini diresse inoltre, al Covent Garden di Londra nel 1904, una memorabile esecuzione della Manon Lescaut di Puccini, interpretata da Caruso e da A. Giachetti, alla presenza dello stesso autore, e il 29 maggio 1911 la prima rappresentazione della Fanciulla del West. In Italia fece conoscere al pubblico napoletano il Falstaff di Verdi e i wagneriani Maestri Cantori. Nel 1913, per celebrare il centenario della nascita di Giuseppe Verdi, diresse a Parma un ciclo di opere verdiane che includeva Nabucco, Un ballo in maschera, Aida, Falstaff, Don Carlos e anche il Requiem. Nello stesso anno acquistò dal Comune di Parma il Teatro Reinach e nel 1914 ne affidò la gestione al nipote Lohengrin Italo, figlio del fratello Italo, che la tenne fino al 1921. Con la ricca mecenate americana Edith Mac Cormick, inoltre, istituì presso il conservatorio locale un concorso per opere nuove di giovani compositori, il cui premio, di 20000 lire, venne assegnato nel 1914 a Erica di G. Pennacchio e nel 1917 alla Figlia del re di A. Lualdi (entrambe le opere furono eseguite al Teatro Reinach). Istituì inoltre, sempre a Parma, un concorso per giovani cantanti che rivelò al pubblico Beniamino Gigli. Campanini trascorse gli ultimi anni a Chicago come direttore artistico della Chicago Opera Association. A Chicago ebbe agiatezza, fortuna, onori e l’ammirazione entusiasta dei suoi molteplici ammiratori. Dopo la proclamazione della pace, nel 1918, percorse le vie di Chicago con l’orchestra e i cori tra l’entusiasmo della folla. A Chicago morì prima di poter tornare in patria, come sarebbe stato suo desiderio. La sua salma ebbe onoranze imponenti e fu esposta nel Teatro Auditorium parato a lutto. Fu poi trasportata a Parma e inumata al cimitero della Villetta nel monumento erettogli dalla vedova e dal nipote Lohengrin Italo Campanini. Dotato di una personalità spiccatissima, di un talento autentico e di notevole versatilità, non deluse mai le aspettative del pubblico e della critica che fin dal suo esordio gli aveva predetto una brillante carriera. Tra le sue interpretazioni più significative vanno ricordate, oltre a quelle già citate, la Luisa di G. Charpentier e Pelléas et Melisande di C. Debussy.
FONTI E BIBL.: Necrologio, in Gazzetta di Parma 22 dicembre 1919; P.E. Ferrari, Spettacoli drammatico-musicali e coreografici in Parma dall’anno 1628 all’anno 1883, Parma, 1884, 319; M. Ferrarini, Parma teatrale ottocentesca, Parma, 1946, ad Indicem; A. De Angelis, Dizionario dei musicisti, Roma, 1928, 113 s.; G. Graziosi, Cleofonte Campanini, in Enciclopedia dello Spettacolo, II, Roma, 1954, coll. 1589 s.; B. Molossi, Dizionario biografico, 1957, 38-39; La musica, Dizionario, I, Torino, 1968, 334; C. Gabanizza, in Dizionario biografico degli Italiani, XVII, 1974, 418-419.
Nelle immagini: Cleofonte Campanini, Famedio al Cimitero della Villetta in Parma
Storia e Memoria . 562
Questo articolo, con le immagini, si può leggere anche cliccando su:
Storia e Memoria .561
di TWIMC (12/12/2010 - 12:33)
Storia e Memoria .561
ANNIVERSARI DEL 17 DICEMBRE
Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata
Foglio periodico di TWIMC Parma - Anno VII - N. 561 - Edizione del 17.12.2010
Santi del giorno:
Inizio dell'Avvento per la Chiesa Cattolica, Santi Anania, Misaele e Azaria martiri, Santa Begga, badessa di Andenne, San Floriano, San Giovanni de Matha, sacerdote, San Giudicaele, re dei Bretoni, Santa Iolanda, San Lazzaro di Betania, Sant'Olimpia, Santa Wivine, badessa, Beato Josè Giuseppe Manyanet y Vives Sacerdote (2), Beata Matilde del Sagrado Corazon Tellez Robles.
Eventi:
1538: Papa Paolo III scomunica re Enrico VIII d'Inghilterra. 1770: Ludwig van Beethoven è battezzato nella chiesa di San Remigio a Bonn. 1869: Apertura del Canale di Suez. 1903: Primo volo a motore dei Fratelli Wright. 1961: L'India strappa Goa al Portogallo. 1969: Iniziano i colloqui per il trattato SALT I. 1970: Rivolte di massa nelle città costiere della Polonia: molte vittime fra gli operai dei cantieri navali a Gdynia. 1989: Il Brasile tiene le sue prime elezioni libere in 25 anni. 2003: Primo volo supersonico della SpaceShipOne.
Nati:
1749: Domenico Cimarosa, compositore italiano
1893: Erwin Piscator, regista tedesco († 1966)
1901: Lee Strasberg, attore, regista ucraino († 1982)
1903: Erskine Caldwell, scrittore († 1987)
1922: Mario Rigamonti, calciatore italiano († 1949)
1925: Rock Hudson, attore statunitense († 1985)
Morti:
1187: Papa Gregorio VIII (n. ca. 1100)
1813: Antoine Parmentier, agronomo francese (n. 1737)
1830: Simón Bolívar, generale e patriota sud americano (n. 1783) (1)
1930: Peter Warlock, compositore inglese (n. 1894)
1987: Marguerite Yourcenar, scrittrice francese (n. 1903)
1992: Dana Andrews, attore statunitense (n. 1909)
(1) Simón Bolívar
(24 luglio 1783 - 17 dicembre 1830)
Il suo nome completo era Simón José Antonio de la Santísima Trinidad Bolívar Palacios Ponte y Blanco. Fu un generale e patriota sud americano. Bolívar nacque a Caracas (Venezuela) da una famiglia aristocratica, venne educato da diversi insegnanti, tra i quali Simón Rodríguez e Andrés Bello, la cui influenza fu notevole in termini di ideali e di stile. In seguito alla morte dei genitori, si trasferì nel 1799 in Spagna per completare gli studi. In Spagna sposò María Teresa Rodríguez del Toro y Alaysa nel 1802 ma, in occasione di un breve ritorno in Venezuela nel 1803, ella si ammalò di febbre gialla e morì. Bolívar ritornò in Europa nel 1804 e per un periodo fece parte della scorta di Napoleone. Ritornò in Venezuela nel 1807 e, quando Napoleone incoronò Giuseppe Bonaparte re di Spagna e delle sue colonie nel 1808, egli partecipò alla Giunta per la resistenza in America. La Giunta di Caracas dichiarò l'indipendenza nel 1810, rifiutando l’autorità del Consiglio di Reggenza spagnolo e Bolívar fu inviato in Inghilterra in missione diplomatica. Bolívar ritornò in Venezuela nel 1811. Nel luglio del 1812, il comandante della Giunta, Francisco de Miranda, si arrese e Bolívar dovette fuggire a Cartagena de Indias in Colombia. Da lì, Bolívar scrisse il Manifesto di Cartagena. Nel 1813 guidò l'invasione del Venezuela. Entrò a Mérida il 23 maggio e fu proclamato El Libertador ("il liberatore"). Caracas fu ripresa il 6 agosto e venne proclamata la Seconda Repubblica Venezuelana. Bolívar allora prese il comando di una formazione nazionalista, la "Armada Nacional de Colombia" e, nel 1814, conquistò Bogotá. In seguito, dopo qualche rovescio militare, Bolívar fuggì in Giamaica nel 1815 dove chiese aiuto ad Haiti a Alexander Sabes Petión. Nel 1816, con l'aiuto di Haiti, Bolívar ritornò a combattere, conquistando Angostura (adesso Ciudad Bolívar). La vittoria di Boyacá nel 1819 liberò la Colombia dal dominio spagnolo e, in dicembre, Bolívar creò la Gran Colombia (una federazione che si estendeva sulla maggior parte dei territori di Venezuela, Colombia, Panama, ed Ecuador) e se ne proclamò il presidente. Le ulteriori vittorie a Carabobo nel 1821 e a Pichincha nel 1822 consolidarono il suo ruolo. Nel 1822 conquistò il Perù, che era stato in parte liberato dalla Spagna dal generale argentino José de San Martín nel luglio 1821. Bolívar fu nominato presidente il 10 settembre. Con l'aiuto di Antonio José de Sucre sconfisse definitivamente gli spagnoli nell'agosto del 1824 a Junín. Sucre distrusse il resto delle forze spagnole ad Ayacucho in dicembre. Nell'agosto del 1825, la Repubblica di Bolivia fu creata in onore di Bolívar. Ma nel 1827, le divisioni interne provocarono dei conflitti e la fragile coalizione Sud Americana si ruppe. Bolívar si dimise dalla presidenza nel 1828 e morì di tubercolosi il 17 dicembre 1830.
(2) Beato Josè Giuseppe Manyanet y Vives, Sacerdote
(Tremp, Lleida 7 gennaio 1833 - Barcellona 17 dicembre 1901)
Nacque a Tremp (Lleida, Spagna) il 7 gennaio 1833 da una famiglia numerosa e cristiana. Fu ordinato sacerdote in La Seu d’Urgell il 9 aprile 1859. Dopo dodici anni d’intenso lavoro al seguito del vescovo José Caixal e al servizio della curia diocesana, si sentì chiamato da Dio alla speciale consacrazione religiosa e a fondare due congregazioni con la missione d’imitare e propagare il culto della Famiglia di Nazareth e di procurare la formazione cristiana delle famiglie, specialmente con l’educazione e l’istruzione cristiana dei ragazzi e dei giovani e con il ministero sacerdotale. Spinto dal carisma ricevuto, scrisse varie opere ed opuscoli per propagare la devozione alla Santa Famiglia, per la formazione dei religiosi e delle famiglie e per la direzione dei collegi e delle scuole professionali. Fondò la rivista “La Sagrada Familia” e le associazioni laicali “Camerieri e Cameriere della Sacra Famiglia” (oggi “Associazione della Sacra Famiglia”), vincolata ai suoi Istituti, per diventare discepoli, testimoni ed apostoli del mistero di Nazareth. Peregrinò a Lourdes, Roma e a Loreto per approfondire lo spirito della Famiglia di Nazareth. Questo è il carisma proprio che penetra tutta la sua vita, racchiusa nel mistero di una vocazione evangelica appresa dagli esempi di Gesù, Maria e Giuseppe nel silenzio di Nazareth, che egli esprimeva così: Una Nazareth in ogni focolare! Minato nella salute da alcune piaghe del costato rimaste aperte per ben sedici anni - ch’egli chiamava “le misericordie del Signore” - il 17 dicembre 1901 tornò alla casa del Padre, in Barcellona, centro del suo apostolato, attorniato dai ragazzi, con la stessa semplicità che caratterizzò tutta la sua vita. Le ultime parole furono le giaculatorie che tante volte aveva ripetuto in vita: Gesù, Giuseppe, Maria... Fu beatificato il 25 novembre 1984 da Papa Giovanni Paolo II. Tra i bei frutti della sua vita emergono 19 religiosi e un giovane ex-allievo che morirono a causa della loro fede e vocazione nella persecuzione religiosa della Spagna del 1936-39, in processo di dichiarazione di martirio. Nel Centenario della sua morte, Giovanni Polo II ha ribadito la importanza di evangelizzare oggi la famiglia e fortificare il matrimonio con la gran forza pastorale che scaturisce dalla proposta e l’esempio della Sacra Famiglia, come fece il Beato. Il Nuovo Martyrologium Romanum pone la data al 17 dicembre. E' stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.
Storia e Memoria . 561
Storia e Memoria .560
di TWIMC (07/12/2010 - 16:04)
Storia e Memoria .560
ANNIVERSARI DELL’11 DICEMBRE
Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata
Foglio periodico di TWIMC Parma - Anno VII - N. 560 - Edizione del 11.12.2010
Eventi:
1205: John Grey, Vescovo di Norwich, é eletto Arcivescovo di Canterbury.
1792: Re Luigi XVI di Francia viene processato per tradimento.
1901: Guglielmo Marconi invia il primo segnale radio transatlantico.
1937: Abdicazione di Edoardo VIII da Re del Regno Unito.
1941: Germania e Italia dichiarano guerra agli Stati Uniti.
1946: Viene fondata l’Unicef.
1972: L’Apollo 17 sbarca sulla Luna.
1981: Ultimo incontro di Mohammed Ali - perde contro Trevor Berbick.
1991: Nasce a Maastricht l’Unione Europea.
2001:
La Repubblica Popolare Cinese entra nella World Trade Organization.
Morti:
1285: Pietro d'Aragona, sovrano
1920: Olive Schreiner, scrittrice (1)
1945: Charles Fabry, fisico
Santi cattolici:
San Damaso I, Papa
Santa Maria M. de Jesus, religiosa (2)
San Savino di Piacenza, vescovo
(1) Olive Schreiner (1855 - 1920)
Nasce nel 1855 a Witterbergen (Basutoland) in una missione ai confini della colonia del Capo, in Sud Africa. Nella prima giovinezza è istitutrice al servizio di alcune famiglie boere e conosce le pianure semidesertiche del Karoo. Sostenitrice dei diritti della donna, oppositrice tenace della guerra, vive tra l'Inghilterra e il Sud Africa. Nel 1913 si stabilisce in Inghilterra e vi rimane fino al 1920, anno della sua morte. Fu sepolta nel paese d'origine, nel desolato paesaggio del Karoo. E' una scrittrice importante perché legata a grandi filoni della problematica politica, sociale, filosofica e della storia dell'Ottocento e del Novecento, e in particolare al dibattito e alle battaglie per la liberazione delle donne, dei popoli oppressi, contro la tirannia, la discriminazione, il razzismo e la guerra. Aderì a idee femministe e progressiste proprio nella convinzione che vita personale e politica fossero necessariamente complementari. Scrive "Nulla importa nella vita se non l'amore e la compassione per il nostro prossimo". Nella sua narrativa il Sud Africa è presente come l'universo antropologico e sociale, multirazziale e composito, della colonia di allora: i bianchi inglesi, i boeri e gli indigeni; è il rapporto fra il corpo umano e la terra nel contesto delle vicende storiche e attraverso il ciclo delle generazioni.
(2) Santa Maria Maravillas de Jesus
(Madrid, 4 novembre 1891 - Aldehuela (Madrid), 11 dicembre 1974)
Carmelitana scalza, nata a Madrid nel 1891, Maria Maravillas de Jesus è stata una delle sante vissute in anni più recenti tra quelle proclamate da Giovanni Paolo II: la sua canonizzazione risale infatti al 4 maggio 2003, appena 29 anni dopo la sua morte. Entrò giovanissima tra le Carmelitane scalze al celebre monastero di El Escorial, a Madrid. Quando ancora professava i voti temporanei avvertì che il Signore la chiamava a fondare un monastero al Cerro de los Angeles, la località nei pressi di Getafe dove il re Alfonso XIII aveva fatto costruire un monumento al sacro Cuore di Gesù. Fu la prima di una lunga serie di fondazioni, che si spinsero fino a Kottayam in India. Ma anche le Carmelitane scalze dovettero fare i conti con la guerra civile: madre Maria Maravillas e le sue religiose nel luglio 1936 furono costrette a lasciare il monastero, dove poterono far ritorno solo tre anni dopo. Madre Maria morì l'11 dicembre 1974. La sua salma riposa nella poverissima cappella del monastero di
La Aldehuela , la causa canonica fu introdotta il 19 giugno 1980, è stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 10 maggio 1998, in Piazza S. Pietro a Roma. Il 4 maggio 2003, il Pontefice l’ha canonizzata proclamandola santa a Madrid, con la partecipazione di una immensa folla.
Storia e Memoria . 560
Per tutti i numeri precedenti di “Storia e Memoria”:
http://www.nesti.org/categorie/67337
http://www.twimc.it/?cat=22
Storia e Memoria .559
di TWIMC (18/11/2010 - 20:07)
Storia e Memoria .559
ANNIVERSARI DEL 26 NOVEMBRE
Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata
Foglio periodico di TWIMC Parma - Anno VII - N. 559 - Edizione del 26.11.2010
Santi del Giorno:
Cristo Re dell’Universo, Sant'Alipio anacoreta, Sant'Amatore di Autun vescovo, San Banban di Lethglenn vescovo, San Bellino di Padova vescovo, San Corrado di Costanza vescovo, San Leonardo da Porto Maurizio, Sante Magnanzia e Massima, San Silvestro Guzzolini abate, San Siricio Papa, Sant'Umile confessore, Beata Delfina di Signe Vedova, San Domenico Nguyen Van Xuyen Martire, Beata Gaetana Sterni (1), Beato Giacomo Alberione Sacerdote, Beato Ponzio di Faucigny Abate.
Eventi:
1778: Nelle Isole Hawaii, il Capitano James Cook diventa il primo europeo a scoprire Maui. 1862: Charles Dodgson (meglio noto come Lewis Carroll) invia il manoscritto di “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” ad Alice Liddell. 1942: Prima del film Casablanca all'Hollywood Theater di New York. 1949: L'assemblea costituente indiana adotta la costituzione dell'India. 1980: Iniziano le riprese del film Gandhi 1998: Tony Blair il primo Primo Ministro del Regno Unito a tenere un discorso nel parlamento della repubblica d'Irlanda. 2003: Ultimo volo di un Concorde.
Nati:
1894: Norbert Wiener, matematico, fondatore della Cibernetica († 1964)
1912: Eugène Ionesco, autore teatrale romeno († 1994)
1922: Charles M. Schulz, fumettista statunitense († 2000)
1939: Tina Turner, cantante ed attrice
Morti:
1504: Isabella I di Castiglia, regina di Castiglia e Aragona [*]
1956: Tommy Dorsey, musicista statunitense (n. 1905)
1959: Albert Ketèlbey, compositore britannico (n. 1875)
1963: Amelita Galli-Curci, cantante d'opera
[*] Isabella di Castiglia
(Madrigal de las Altas Torres, 22 aprile 1451 - Medina del Campo, 26 novembre 1504)
Isabella di Castiglia, nota anche come "Isabella la Cattolica" è stata regina di Castiglia. Figlia di Giovanni II di Castiglia e della sua seconda moglie Isabella del Portogallo. Alla morte del padre occupò il trono il suo fratellastro, Enrico IV, che nel 1474 la nominò ereditaria dei suoi domini. I pretendenti alla mano di Isabella erano Alfonso V di Portogallo e il cugino Ferdinando, figlio di Giovanni II di Aragona e di Giovanna Enriquez de Trastàmara. Innamoratasi del secondo, il 19 ottobre 1469, senza aspettare che Enrico IV decidesse quali dei due essa dovesse sposare, Isabella e Ferdinando si sposarono di nascosto. Irritato dal fatto che il matrimonio venne celebrato senza il suo assenso Enrico IV diseredò Isabella e nominò erede al trono sua figlia Giovanna, nata dal secondo matrimonio con la seconda moglie, Giovanna di Portogallo. Questa decisione diede origine a una serie di conflitti tra coloro che sostenevano Giovanna e tra coloro che sostenevano Isabella. Alla morte improvvisa di Enrico IV si scatenò tra questi due partiti una vera e propria guerra di successione che terminò il 13 dicembre 1474 quando Isabella venne riconosciuta legittima regina di Castiglia, poiché si scoprì che la sua rivale non era figlia di Enrico IV, bensì dell'amante di sua moglie (Giovanna venne dunque soprannominata la Beltraneja, ovvero "l'illegittima".) L'insediamento sul trono avvenne quel giorno a Segovia, Ferdinando era assente ma al suo ritorno Isabella reclamò i suoi diritti sulla corona di Castiglia. Nel 1475 con il concordato di Segovia si decideva che Isabella poteva esercitare il suo potere regale in Castiglia ma non in Aragona e Ferdinando, viceversa, solo in Aragona. I governi dei due Stati erano dunque separati. Intanto Alfonso V di Portogallo aveva accettato la mano di Giovanna figlia di Enrico IV e sfruttando gli ormai presunti diritti di successione della moglie, invase militarmente la Castiglia per unirla al Portogallo. Ferdinando aveva a disposizione un misero esercito che però la moglie riuscì ad aumentare, chiese aiuto ai nobili, ai conventi e alle abbazie, ognuno dava ciò che poteva. I due eserciti si scontrarono alla piana del Toro il 14 febbraio 1476; una battaglia tremenda che vide vincere l’esercito di Ferdinando. La Castiglia era libera, Alfonso V si ritirò e alla sua morte Giovanna si ritirò in convento a Coimbra dove morì nel 1530. Finite così le lotte intestine in Castiglia, Isabella e Ferdinando strapparono “chicco a chicco” le terre iberiche che erano ancora sotto il dominio arabo, dando origine allo Stato Moderno nel 1481, quando i governi vennero congiunti. Insieme ai territori della penisola possedevano le Baleari, la Sicilia e la Sardegna. Attuarono riforme nella nobiltà, nel clero e nella giustizia; ogni regione era presieduta dalle cortes, sorte di parlamenti che votavano leggi che venivano approvate o meno dai regnanti. Isabella fu molto interessata alle idee di Cristoforo Colombo, al quale diede modo di attuarle: dopo la scoperta dell'America Isabella si preoccupò di cristianizzarla e di sfruttarne le risorse. (Il primo oro che arrivò dalle Americhe venne regalato al Papa e ora si può ammirare in San Pietro). Grande preoccupazione dei regnanti fu la religione: la Santa Inquisizione in Spagna dal 1478 fu posta sotto la loro giurisdizione e il clero pure (si evitava così che gran parte delle rendite del clero non finissero a Roma ma a Toledo, capitale prima di Madrid). L’azione della Santa Inquisizione era diretta in particolar modo contro i moriscos, cioè i musulmani rimasti e contro gli ebrei. Essi erano obbligati a convertirsi o ad andarsene, chi si convertiva ma poi professava la propria religione di nascosto veniva messo al rogo. Nel 1492 l’ultima roccaforte araba era Granada, dopo sei mesi di assedio cadde e Isabella vi entrava vittoriosa con il crocifisso in mano (come spesso viene rappresentata). Alessandro VI, il papa, conferì loro il titolo di "re Cattolici". Isabella morì il 26 novembre 1504 a Medina al Campo.
Nelle immagini: Isabella di Castiglia, la Cattolica
26 Novembre 2010 (Thanks to: Santi e Beati, Wikipedia)
Storia e Memoria . 559
Questo articolo é anche on-line e si può legge cliccando su:
Storia e Memoria .558
di TWIMC (10/11/2010 - 10:51)
Storia e Memoria .558
ANNIVERSARI DEL 19 NOVEMBRE
Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata
Foglio periodico di TWIMC Parma - Anno VII - N. 558 - Edizione del 19.11.2010
Santi del Giorno:
Sante Quaranta Donne Martiri di Eraclea con Annone diacono Vergini e vedove, Sant'Abdia profeta, Sant'Anastasio II Papa, Sant'Attone di Tordino abate, San Fausto martire, San Filosofo Vescovo, Santa Matilde di Hackeborn monaca, San Simone abate, San Torpè martire.
Eventi:
1493: Cristoforo Colombo diventa il primo europeo ad approdare su un’isola a cui da il nome di San Juan Bautista (diverrà in seguito Porto Rico). 1816: Viene fondata l'Università di Varsavia.
1863: Guerra di secessione americana: il Presidente dell'Unione, Abramo Lincoln, pronuncia il discorso di Gettysburg, durante la cerimonia di inaugurazione del cimitero militare [*].
1881: Un meteorite si schianta vicino al villaggio di Großliebenthal, a sud-est di Odessa, in Ucraina. 1942: Seconda guerra mondiale: Battaglia di Stalingrado: le truppe sovietiche del generale Zhukov lanciano l'Operazione Urano e la VI armata tedesca viene circondata, volgendo le sorti della battaglia in favore dell'URSS. 1946: Afghanistan, Islanda e Svezia entrano nelle Nazioni Unite. 1977: Il presidente egiziano Anwar Sadat diventa il primo leader arabo a recarsi in visita ufficiale in Israele, quando incontra il primo ministro Menachem Begin e parla davanti alla Knesset a Gerusalemme, cercando un accordo di pace permanente. 1979: Crisi iraniana degli ostaggi: il leader iraniano Ayatollah Ruhollah Khomeini ordina il rilascio di 13 donne e neri americani tenuti in ostaggio nell'ambasciata statunitense di Teheran. 1985: Guerra Fredda: A Ginevra, il presidente statunitense Ronald Reagan e il segretario generale del PCUS Mikhail Gorbachev, si incontrano per la prima volta. 1998: Il "Ritratto dell'artista senza barba" di Vincent van Gogh viene venduto all'asta per 71,5 milioni di dollari.
Nati:
1503: Pier Luigi Farnese, 1° Duca di Parma e Piacenza † 1547
1600: Re Carlo I d'Inghilterra († 1649)
1805: Ferdinand de Lesseps, ingegnere francese († 1894)
1917: Indira Gandhi, primo ministro dell'India († 1984)
Morti:
1665: Nicolas Poussin, pittore francese
1828: Franz Schubert, compositore austriaco
1918: Cristoforo Alasia, matematico italiano (n. 1869)
2001: Maria Grazia Cutuli, giornalista italiana (n. 1962)
[*] Discorso di Gettysburg
Il Discorso di Gettysburg (Gettysburg Address in lingua inglese) è il breve ma memorabile discorso pronunciato da Abramo Lincoln il 19 novembre 1863 alla cerimonia di inaugurazione del cimitero militare di Gettysburg (oggi il Gettysburg National Cemetery), dopo soli 4 mesi dall'epica e sanguinosa Battaglia di Gettysburg.
Il pensiero di Lincoln è rivolto allo sforzo della nazione nella guerra civile, ma con l'ideale che a Gettysburg nessun soldato, dell'Unione o della Confederazione, del nord o del sud, era morto invano.
Esso rappresenta una pietra miliare, un 'indirizzo' appunto, nella costruzione della futura nazione Americana.
Testo del Discorso di Gettysburg
Traduzione italiana riconosciuta dal Congresso di Washington
«Or sono diciassette lustri e un anno che i nostri avi costruirono, su questo continente, una nuova nazione, concepita nella Libertà, e votata al principio che tutti gli uomini sono creati uguali. Adesso noi siamo impegnati in una grande guerra civile, la quale proverà se quella nazione, o ogni altra nazione così concepita e così votata, possa a lungo perdurare.
Noi ci siamo raccolti su di un gran campo di battaglia di quella guerra. Noi siamo venuti a destinare una parte di quel campo a luogo di ultimo riposo per coloro che quì diedero la vita, perché quella nazione potesse vivere. È del tutto giusto e appropriato che noi compiamo quest’atto. Ma, in un senso più vasto, noi non possiamo inaugurare, non possiamo consacrare, non possiamo santificare questo suolo.
I coraggiosi uomini, vivi e morti, che qui combatterono, lo hanno consacrato al di là del nostro piccolo potere di aggiungere o detrarre. Il mondo noterà appena, né a lungo ricorderà ciò che qui diciamo, ma mai potrà dimenticare ciò ch’essi qui fecero. Sta a noi viventi, piuttosto, il votarci qui al lavoro incompiuto, finora così nobilmente portato avanti da coloro che qui combatterono.
Sta piuttosto a noi il votarci qui al gran compito che ci è di fronte: che da questi morti onorati ci venga un’accresciuta devozione a quella causa per la quale essi diedero, della devozione, l’ultima piena misura; che noi qui solennemente si prometta che questi morti non sono morti invano; che questa nazione, guidata da Dio, abbia una rinascita di libertà; e che l’idea di un governo di popolo, dal popolo, per il popolo, non abbia a perire dalla terra.»
Text of Gettysburg Address
“ Four score and seven years ago our fathers brought forth on this continent a new nation, conceived in liberty, and dedicated to the proposition that all men are created equal. Now we are engaged in a great civil war, testing whether that nation, or any nation, so conceived and so dedicated, can long endure.
We are met on a great battle-field of that war. We have come to dedicate a portion of that field, as a final resting place for those who here gave their lives that that nation might live. It is altogether fitting and proper that we should do this. But, in a larger sense, we can not dedicate, we can not consecrate, we can not hallow this ground.
The brave men, living and dead, who struggled here, have consecrated it, far above our poor power to add or detract. The world will little note, nor long remember what we say here, but it can never forget what they did here. It is for us the living, rather, to be dedicated here to the unfinished work which they who fought here have thus far so nobly advanced.
It is rather for us to be here dedicated to the great task remaining before us—that from these honored dead we take increased devotion to that cause for which they gave the last full measure of devotion—that we here highly resolve that these dead shall not have died in vain—that this nation, under God, shall have a new birth of freedom—and that government of the people, by the people, for the people, shall not perish from the earth.”
19 Novembre 2010 (Anniversario del Gettysburg Address)
Storia e Memoria .557
di TWIMC (07/11/2010 - 11:06)
Storia e Memoria .557
ANNIVERSARI DEL 12 NOVEMBRE
Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata
Foglio periodico di TWIMC Parma - Anno VII - N. 557 - Edizione del 12.11.2010
Santi del Giorno:
Sant'Aurelio, San Benedetto da Benevento martire, San Benedetto, Giovanni, Matteo, Isacco e Cristiano protomartiri della Polonia, San Cuniberto di Colonia Vescovo, Sant'Emiliano della Cogolla monaco, San Giosafat Kuncewycz vescovo e martire, San Livino vescovo, San Nilo il Sinaita Confessore, San Renato di Angers vescovo, Venerabile Mariangela Virgili Terziaria carmelitana, Beato Gabriele Ferretti, Beato Giovanni della Pace eremita, San Machar di Aberdeen Vescovo.
Eventi:
764: Le truppe Tibetane occupano Chang'an, la capitale della dinastia cinese Tang, per quindici giorni. 1941: Seconda guerra mondiale: la temperatura attorno a Mosca scende a -12° C e l'Unione Sovietica lancia per la prima volta un attacco con truppe sciatrici, contro le forze tedesche poco fuori dalla città. 1942: Seconda guerra mondiale: La Battaglia di Guadalcanal tra le forze giapponesi e statunitensi, comincia nei pressi di Guadalcanal, durerà per tre giorni. 1961: A Kindu, nell'ex Congo belga sono trucidati 13 aviatori italiani facenti parte del contingente dell'ONU inviato a ristabilire l'ordine nel paese. 1980: La sonda spaziale Voyager I della NASA compie il suo passaggio più ravvicinato a Saturno. 1982: In Unione Sovietica, Yuri Andropov viene scelto per diventare Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Sovietico, succedendo a Leonid Brežnev. 1990: Il principe ereditario viene formalmente incoronato come Imperatore Akihito del Giappone, diventando il 125° monarca giapponese. 1991: Massacro di Dili, la polizia apre il fuoco su una folla di dimostranti di colore in Timor Est. 2003: In un attentato suicida a Nassiriya in Iraq muoiono 23 persone, tra loro 19 sono italiani: 12 carabinieri, 5 soldati dell'esercito e 2 civili [*].
Nati:
1729: Louis Antoine Bougainville, navigatore francese († 1811)
1833: Alexander Borodin, compositore russo († 1887)
1840: Auguste Rodin, scultore francese († 1917)
1929: Grace Kelly, attrice, e principessa di Monaco († 1982)
1961: Nadia Comaneci, ginnasta rumena
Morti:
1094: Duncan II di Scozia
1948: Umberto Giordano, compositore italiano
1981: William Holden, attore americano
1994: Wilma Rudolph, atleta statunitense
1994: Wanda Osiris, attrice di rivista italiana
[*] Caduti di Nassiriya
Nasiriyah (talvolta scritta come Nassiriya o Nasiriya) è una città irachena, capoluogo della regione irachena di Dhi Qar.La risoluzione ONU 1483 del 22 maggio 2003 approvata dal Consiglio di Sicurezza delle ONU invita tutti gli Stati a contribuire alla rinascita dell'Iraq, favorendo la sicurezza del popolo iracheno e lo sviluppo della nazione. L'Italia partecipa attraverso la missione "Antica Babilonia" fornendo forze armate dislocate nel sud del Paese, con base principale a Nassiriya. La missione italiana è iniziata il 15 luglio 2003 ed è un operazione militare con finalità di peacekeeping (mantenimento della pace).
Il 12 novembre 2003 avviene il primo grave attentato di Nassiriya. Alle ore 10:40 ora locale, le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti alla base militare italiana, provocando l'esplosione del deposito munizioni della base e la morte di diverse persone tra militari e civili. Il tentativo di Andrea Filippa, di guardia all'ingresso della base "Maestrale", di fermare, con il mitragliatore pesante in dotazione, i due kamikaze che erano alla guida del camion risulta vano, anzi, gli attentatori risposero al fuoco con i kalashnikov. I primi soccorsi furono prestati dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell'esplosione rimase coinvolta anche una troupe che si trovava sul luogo per girare un documentario sui soldati italiani in missione.
L'attentato provoca 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. Gli italiani sono: I carabinieri: Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte, Giovanni Cavallaro, sottotenente, Andrea Filippa, appuntato, Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente, Daniele Ghione, maresciallo capo, Horacio[1] Majorana, appuntato, Ivan Ghitti, brigadiere, Domenico Intravaia, vice brigadiere, Filippo Merlino, sottotenente, Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte, Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante. I militari dell'esercito: Massimo Ficuciello, capitano, Silvio Olla, maresciallo capo, Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore, Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto, Pietro Petrucci, caporal maggiore. I civili: Marco Beci, cooperatore internazionale, Stefano Rolla, regista. Sono rimasti feriti altri 20 carabinieri: Tenente Riccardo Ponzone; M. A. s. UPS Vittorio De Rasis; M. C. Paolo Prodan; M. C. Maurizio Lucchesi; M. O. Antonio Lombardo; Mar. Riccardo Saccottelli; Mar. Marilena Iacobini; Brg. Maurizio Bissoli; Brig. Cosimo Visconti; V. Brig. Roberto Gigli; V. brig.Pietro Livieri; V. brig:Paolo Di Giovanni; App. "s" Roberto Ramazzotti; App. "s" Antonio Altavilla; App. "s" Marco Pinna; App. Agostino Buono; App. Ivan Buia; Car. "s" Mario Alberto Calderone; Car. "s" Matteo Stefanelli, Vice Brigadiere Fabio Fedeli. E inoltre circa 140 feriti.
La camera ardente per tutti gli italiani morti venne allestita nel Sacrario delle Bandiere del Vittoriano, dove fu oggetto di un lungo pellegrinaggio di cittadini. I funerali di Stato si svolsero il 18 novembre 2003 nella basilica di San Paolo fuori le mura, a Roma, officiati dal cardinale Camillo Ruini, alla presenza delle più alte autorità dello Stato, e con vasta e commossa partecipazione popolare; le salme giunsero nella basilica scortate da 40 corazzieri a cavallo. Per quel giorno fu proclamato il lutto nazionale.
Onorificenze ed intitolazioni: I morti ed i feriti dell'attentato sono stati insigniti della Croce d'Onore con una cerimonia tenutasi il 12 novembre 2005 presieduta dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
12 Novembre 2010 - Anniversario della strage di Nassiriya
Storia e Memoria . 557
No Vote Protest on Friday in front of the UN
di TWIMC (26/10/2010 - 09:34)
No Vote Protest on Friday in front of the UN
Hello Everyone, As you all know, Burma’s military regime is planning to hold “Sham Elections” on November 7, 2010, which will NOT bring any desperately needed changes and fundamental human rights but will ONLY legitimize and prolong the military control indefinitely in Burma! These elections are meticulously intended to cement 2008 Military’s Constitution in Burma, which guarantees 25% of Parliament seats for the military and is “A Death Sentence for Ethnic Diversity”.
The UN and Secretary General Ban Ki-Moon have miserably failed to take any meaningful and significant actions to bring genuine peace, accountable justice and fundamental human rights in Burma. This time, the International Community must not allow the regime that committed/committing war crimes and crimes against humanity in Burma to move along with these "Sham Elections" and calling on the people of Burma NOT to VOTE on November 7th!
Please join the protest this Friday, rain or shine, in front of the U.N in NYC for the sake of humanity and in solidarity with the people of Burma!
Date: Friday, October 29, 2010
Time: 1:00-3:00 pm
Location: In front of the U.N – 1st Ave, East 42nd Street
(Ralph J. Bunche Park)
What to Bring: Flags (NLD, USA, Monk, and etc.), Posters (ASSK, Anti-Elections, and etc.), Placards and Banners, Drums, Whistles, Bullhorns, and etc. etc. etc.
Please feel free to invite and share this with anyone you wish!!! And, let me know if you have any concerns or questions, and hope to see you all on Friday!
"All human beings are born free and equal in dignity and rights. They are endowed with reason and conscience and should act towards one another in a spirit of brotherhood". Universal Declaration of Human Rights
JAMES ZADROGA ACT
di TWIMC (25/10/2010 - 16:44)
JAMES ZADROGA ACT
James Zadroga ( 1971 – January 5, 2006) was a New York City Police Department (NYPD) officer who died of a respiratory disease that has been attributed to his participation in rescue and recovery operations in the rubble of the World Trade Center following the September 11 attacks. Zadroga was the first NYPD officer whose death was attributed to exposure to his contact with toxic chemicals at the attack site. New York City officials have challenged the attribution of his cause of death.
Zadroga had joined the New York City Police Department in 1992 and attained the rank of Detective. He was a healthy non-smoker and had no known history of asthma or other respiratory conditions before spending 450 hours participating in the recovery efforts at the 9/11 attack site. Weeks after his time at the World Trade Center site, Zadroga developed a persistent cough, and, as the months progressed, he developed shortness of breath and became unable to walk distances more than 100 feet without gasping for air.
The September 11th Victim Compensation Fund awarded Zadroga a monetary settlement in 2004, after determining that his exposure to dust at Ground Zero had caused his respiratory illness. The New York City Police Department Medical Board approved his application for permanent disability retirement that same year, after concluding that his illness was related to dust exposure.
Cause of death
The causes of Zadroga's death are under dispute. Gerard Breton, a pathologist of the Ocean County, New Jersey medical examiner's office, conducted an autopsy in April 2006, and he reported, "It is felt with a reasonable degree of medical certainty that the cause of death in this case was directly related to the 9/11 incident." This attribution made Zadroga, 34-years-old at the time of his death, the first 9/11 responder whose death was directly linked with toxic Ground Zero substances. Breton's autopsy found what he described as "unidentified foreign materials" in Zadroga's lungs, which were identified by the Armed Forces Institute of Pathology in Washington, D.C. as talc, cellulose, calcium phosphate, and methacrylate plastic; However, the examination did not compare the particles found in his lungs with actual dust from the World Trade Center site.
The New York City Medical Examiners Office asserted in October 2007 that Zadroga's death was not related to his time at Ground Zero, with Chief Medical Examiner Charles Hirsch and another medical examiner signing a statement that "It is our unequivocal opinion, with certainty beyond doubt, that the foreign material in your son’s lungs did not get there as the result of inhaling dust at the World Trade Center or elsewhere". Hirsch concluded that Zadroga died from self-injection of ground drugs, with Hirsch finding severe scarring in his lungs that he determined was caused by cellulose and talc granulomas and stating (through a spokesperson) that "The lung disease he had was a consequence of injecting prescription drugs". Officials from the Chief Medical Examiner's office met with the Zadroga family to present his findings.
In response to the City Medical Examiner's autopsy results, Mayor of New York City Michael Bloomberg stated "We wanted to have a hero, and there are plenty of heroes, it’s just in this case, science says this was not a hero" at remarks made after receiving an award from the Harvard School of Public Health, but backed away from his earlier characterization at a news conferences stating that "This was a great N.Y.P.D. officer who dedicated himself — put his life in harm’s way hundreds of times during his career — and you can use your own definition."
A third opinion obtained by Zadroga's family later that month from Dr. Michael Baden, chief forensic pathologist of the New York State Police (and former New York City Medical Examiner), backed the original claim of WTC dust responsibility, citing the presence of glass fibers in Zadroga's lungs that could not be related to injecting drugs. James' father, Joseph, said that the medical examiner reported no "track marks on his arms or body" and that his son had taken anti-anxiety medications and painkillers including OxyContin, but had never ground up and injected the drugs.
James Zadroga Act
Then-Governor of New York George Pataki signed legislation on August 14, 2006, to expand death benefits to Ground Zero workers who die from cancer or respiratory diseases, under the presumption that the cause was due to exposure during recovery efforts. Pataki mentioned Zadroga at the bill-signing ceremony, held at the World Trade Center site. The sponsors of the James Zadroga Act, intended to provide health monitoring and financial aid to sick 9/11 workers, are Senator Bob Menendez and Congresswoman Carolyn Maloney.
Personal
Zadroga will be honored in his hometown of North Arlington, New Jersey with the renaming of the Skyline Sports Complex, from where the Twin Towers could be seen, which will become the James Zadroga Soccer Field as of September 21, 2008. The borough will also unveil two monuments to Zadroga as part of the ceremonies.
References:
01. Smith, Stephen. "Tale Of The 'Walking Dead': A N.Y. Cop's Life Turns To Tragedy After Heroic 9/11 Work", CBS News, February 24, 2006. Accessed September 12, 2008.
02.DePalma, Anthony. "Debate Revives as 9/11 Dust Is Called Fatal", The New York Times, April 14, 2006. Accessed September 13, 2008.
03.Editorial. "Hirsch must explain". Daily News (New York), November 29, 2007. Accessed September 15, 2008.
04.DePalma, Anthony. "City Says Prescription Misuse Caused Death of Detective Who Worked at 9/11 Site ", The New York Times, October 26, 2007. Accessed September 13, 2008.
05.McFadden, Robert D. "Rejecting ’06 Finding, Report Says Detective Didn’t Die From 9/11 Dust", The New York Times, October 19, 2007. Accessed September 13, 2008.
06."City says drug use, not dust killed 9/11 hero James Zadroga." Daily News (New York), October 26, 2007. Accessed September 12, 2008.
07.DePalma, Anthony. "Family in 9/11 Dust Case Visits Medical Examiner", The New York Times, October 20, 2007. Accessed September 15, 2008.
08.Cardwell, Diane. "Mayor Backs Away From Questioning Dead Officer’s Heroism ", The New York Times, October 31, 2007. Accessed September 13, 2008.
09.Cooper, Michael. "Pataki Signs Law Increasing Death Benefits for Ground Zero Workers", The New York Times, August 15, 2006. Accessed September 13, 2008.
10.S. 3891 - 109th, James Zadroga Act of 2006 (GovTrack.us)]
11.H.R. 6045 — 109th, James Zadroga Act of 2006 (GovTrack.us)]
12.Clunn, Nick. "Cop who died from Sept. 11 lung illness to be honored", The Record (Bergen County), September 11, 2008. Accessed September 13, 2008.
Thanks to: Wikipedia, the free encyclopedia
Storia e Memoria .556
di TWIMC (25/10/2010 - 11:47)
Storia e Memoria .556
ANNIVERSARI DEL 5 NOVEMBRE
Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata
Foglio periodico di TWIMC Parma - Anno VII - N. 556 - Edizione del 05.11.2010
Santi del giorno:
Santa Canonica anacoreta, Santa Comasia vergine, San Donnino martire, San Domenico Mau Martire, Sant'Elisabetta madre di Giovanni Battista, San Leto prete, San Magno vescovo, San Mamete (Mamet) Confessore, Santa Trofimena martire, San Zaccaria padre di Giovanni Battista, Santi Galazione ed Episteme martiri, Beato Bernardo Lichtenberg martire, Beata Francesca D'Amboise, Beato Gomidas Keumurgian martire, Beato Gregorio Lakota martire, Beato Simone Ballacchi Domenicano, Beato Guido Maria Conforti Fondatore dei Missionari Saveriani [*], Beata Beatrice de Suabia Regina.
Eventi:
1384: Enguerrand di Coucy, dopo averla conquistata, vende la città di Arezzo a Firenze per 40.000 fiorini d'oro pagabili a rate. 1930: Sinclair Lewis ottiene il Premio Nobel per la letteratura. 1935: La Parker Brothers pubblica il gioco da tavolo Monopoli. 1937: Adolf Hitler dichiara i piani per conquistare "spazio vitale" per il popolo tedesco. 1994: Viene pubblicata una lettera dell'ex presidente statunitense Ronald Reagan, che annuncia di soffrire del Morbo di Alzheimer. 1994: Il 45enne George Foreman diventa il più vecchio campione mondiale di pugilato nei pesi massimi, mandando k.o. Moorer. 1996: Nelle elezioni statunitensi, il presidente uscente Bill Clinton batte lo sfidante Bob Dole.
Morti:
1901 - Pietro Corsini, Fondatore dell’Ospedale dei Bambini (n. 1842) [**]
1956 - Art Tatum, musicista statunitense (n. 1909)
1979 - Al Capp, fumettista statunitense (n. 1909)
1982 - Jacques Tati, attore, regista francese (n. 1909)
1989 - Vladimir Horowitz, pianista ucraino (n. 1903)
1991 - Fred MacMurray, attore statunitense (n. 1908)
[*] Beato Guido Maria Conforti
(Fondatore dei Missionari Saveriani)
Parma: 30 marzo 1865 - 5 novembre 1931
Volontà molta, salute poca. Supera qualche difficoltà familiare (i malanni fisici che lo afflissero sin da ragazzo gli impedirono di seguire la strada che il padre voleva per lui, dirigente agricolo), entrando in seminario, ma a 17 anni comincia a soffrire di epilessia e sonnambulismo. Gli fa coraggio il rettore don Andrea Ferrari (futuro arcivescovo di Milano) e a 23 anni viene ordinato sacerdote. A 28 è già vicario generale della diocesi parmense. Ma sogna la missione, in Oriente, sull’esempio del pioniere Francesco Saverio.
Ma la salute è fragile: nessun istituto missionario lo accetta. E lui, nel 1895, ne fonda uno per conto suo, la “Congregazione di san Francesco Saverio per le Missioni estere”. Lo fonda, lo guida, con pochi alunni al principio, e con l’aiuto di un solo prete. Spenderà poi l’eredità paterna per consolidarlo. E nel 1896 ecco già in partenza per la Cina i primi due Saveriani.
Guido Maria Conforti in questo momento si trova a essere una figura insolita nella Chiesa italiana: impegnato come vicario nel governo di una diocesi “domestica”, e proiettato al tempo stesso verso la missione lontana. E polemico con quanti in Italia ignorano la missione o sembrano temerla ("Ruba sacerdoti alle diocesi!"). Nominato arcivescovo di Ravenna a 37 anni, lascerà l’incarico un anno dopo, ancora per malattia. Muore in Cina uno dei suoi missionari; lui richiama l’altro e si concentra tutto sull’Istituto.
Nel 1907 eccolo poi “richiamato” in diocesi, come coadiutore del Vescovo di Parma e poi come successore. Reggerà la diocesi per 25 anni, attivissimo: due sinodi, cinque visite pastorali a 300 parrocchie. E intanto i suoi Saveriani ritornano in Cina.
Nel 1912 uno di essi, padre Luigi Calza, è nominato vescovo di Cheng-chow, e riceve la consacrazione da lui nella cattedrale di Parma. Sempre nel 1912, si associa vigorosamente all’iniziativa di un appello al Papa, perché richiami energicamente la Chiesa italiana al dovere di sostenere l’evangelizzazione nel mondo. L’idea è partita da don Giuseppe Allamano, fondatore a Torino dei Missionari della Consolata. La Giornata missionaria mondiale, istituita poi nel 1926 da papa Pio XI, realizzerà una proposta contenuta già in quell’appello del 1912.
Infine arriva il momento più bello per Guido Maria: nel 1928 eccolo in Cina per visitare i suoi Saveriani. Ecco avverato il sogno di una vita: conoscere i nuovi cristiani, la giovane Chiesa cresciuta tra dure difficoltà, sentirsi realizzatore, con i suoi, del sogno di Francesco Saverio... E, insieme, quest’uomo proiettato verso continenti lontani, è pienamente e vigorosamente pastore della sua diocesi nativa, partendo dal lavoro di rievangelizzazione attraverso il movimento catechistico e dalla fraternità praticata in tutte le direzioni, soprattutto con l’opera di assistenza alle famiglie durante la prima guerra mondiale, riconosciuta anche dal governo italiano, con un’alta onorificenza civile. Il suo fisico sempre sofferente, e tanto spesso trascinato dalla volontà, cede irrimediabilmente nel 1931. Nel 1995 Giovanni Paolo II lo proclama beato. La salma riposa nella sede dei Missionari Saveriani a Parma.
[**] Pietro Corsini
(Fondatore dell’Ospedale dei Bambini)
Scipione 1842 - Parma 5 novembre 1901
Nato da Domenico, possidente e guardia d’onore di Maria Luigia d’Austria, e dalla sua seconda moglie, Luigia Salvini. Corsini passò parte della gioventù a Golaso di Varsi, ove la famiglia possedeva terreni e il castello-corte, un tempo proprietà dei conti Rugarli. Dopo le scuole superiori, s’iscrisse alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma ove si laureò il 31 luglio 1866, a soli 24 anni, con brillante votazione. Nel 1859 partecipò alla seconda guerra di Indipendenza, come scrive un familiare nell’introduzione dattiloscritta di un volume che raccoglie gli scritti scientifici di Corsini (nella biblioteca-archivio dei discendenti Antonelli-Baratta) e come riporta anche il Pini facendo riferimento all’iscrizione sulla pietra tombale posta nella galleria nord del cimitero La Villetta di Parma. Dopo alcuni anni di pratica generale, in parte passati come astante (assistente) presso la prima divisione medica degli Ospizi Civili di Parma, Corsini nel 1871 si trasferì a Pellegrino Parmense in qualità di medico condotto e lì fu subito duramente impegnato da un’epidemia di vaiolo. Il suo comportamento e la sua perizia gli valsero fama e riconoscenza al punto che due anni dopo fu chiamato in aiuto dalle autorità del vicino Comune piacentino di Vernasca ove era scoppiata un’epidemia di tifo e vaiolo. A quei tempi si praticava la vaccinazione antivaiolosa con vaccino umano, cioè da braccio a braccio, utilizzando le pustole di bambini già vaccinati, metodo pericoloso perché, oltre alla linfa vaccinica, si potevano inoculare al vaccinando anche altri agenti infettivi. L’occasione di sperimentare la vaccinazione antivaiolosa con vaccino animale, primo evento di questo genere nel Parmense, arrivò all’inizio dell’attività di condotta di Corsini a Pellegrino Parmense nel 1873. Come Corsini riporta in una relazione al Comitato d’Igiene della Città e della Provincia di Parma nell’anno 1885, un bambino vaccinifero fu inviato dal Comune di Pellegrino Parmense alla Maternità di Parma perché gli fosse praticato un innesto vaccinico e potesse poi servire per vaccinare gli altri bambini del Comune utilizzando la linfa delle sue pustole reattive. Il bambino, però, dopo quattro giorni dall’innesto non presentava alcun segno di reazione vaccinica. Poiché era già stata convocata la popolazione per la seduta di vaccinazione, Corsini chiese al Comitato di Vaccinazione Animale di Milano alcune pustole e penne vacciniche per proseguire quanto già organizzato con un vaccino animale, metodo allora non ancora molto diffuso. Contemporaneamente all’arrivo del materiale ordinato comparvero anche le pustole nel piccolo vaccinifero, probabilmente un esposto, perciò Corsini utilizzò ambedue i metodi. In particolare innestò il vaccino animale a quindici soggetti della frazione di Metti con risultato positivo in quattordici casi e nessuna risposta nel quindicesimo, mentre nei vaccinati con la linfa tratta dal bambino inviato a Parma comparve entro 48 ore uno stato settico che portò a morte fulminea sei di loro. Corsini non riporta il numero dei vaccinati con vaccino umano, ma ipotizza che il bambino della Maternità di Parma, anch’egli probabilmente trovatello, che era servito per l’inoculazione del vaccinifero, fosse infetto da scarlattina, malattia che trasmise al bambino di Pellegrino Parmense e questi a tutti i vaccinati con il suo materiale pustoloso. In quell’anno furono vaccinati 99 soggetti con linfa umana e 47 morirono per le complicazioni vacciniche, anche se non è chiaro, dallo scritto di Corsini, se tutti fossero stati vaccinati con materiale proveniente dal primo bambino. Un’altra infezione trasmessa con la vaccinazione umana nel limitrofo Comune di Morfasso nel 1879 rafforzò in Corsini la convinzione della superiorità della vaccinazione animale su quella umana. La fama che si era procurato in provincia per i suoi esperimenti e successi di vaccinazione con linfa animale lo spinsero a richiedere al Comune di Parma di sperimentare anche in città questa vaccinazione. Con lettera del 24 gennaio 1883 la municipalità gli concesse il permesso nominando anche una commissione di sorveglianza composta dai professori Alessandro Cugini e Francesco Lombardi e dal dottor Paolo Terzi. Corsini iniziò le prime vaccinazioni nel maggio 1883, assistito dalla suddetta commissione e coadiuvato dall’assistente di Clinica medica veterinaria, dottor Crema, direttamente nella sua casa di Strada Nino Bixio 200. Oltre all’inoculazione ai vaccinandi, il Corsini curò tutta la preparazione del vaccino dall’innesto del materiale infetto sulla cute dell’addome dei vitelli prescelti, alla raccolta del nuovo materiale pustoloso al settimo giorno, alla preparazione e alla conservazione della linfa vaccinica. La sperimentazione in città non fu particolarmente estesa (negli stessi anni 1883 e 1884 vaccinò molti più bambini e adulti a Pellegrino Parmense che a Parma) ma servì per ricevere i riconoscimenti ufficiali non ancora ottenuti. Oltre a Parma, la vaccinazione si estese ad altri nove comuni delle province di Parma e Piacenza. Infatti nella relazione del 1885 al Comitato d’Igiene, presieduto dai professori Majocchi e Silvestrini, Corsini, oltre a riportare i suoi dati e le sue esperienze personali, svolse una dotta dissertazione sui rischi della vaccinazione umana riferendo precedenti segnalazioni di trasmissione di malattie infettive, soprattutto sifilide, ma anche scarlattina, morbillo e tubercolosi, sia in Italia sia all’estero, a partire dal 1814 fino l’anno precedente alla stesura della nota. Oltre a esporre gli elevati rischi dell’uso di materiale vaccinico umano, presentò i dati e i pareri a sostegno del vaccino animale. Questi furono riassunti in cinque quesiti e relative risposte della Commissione che portarono la stessa, dopo lunghe ed animate discussioni, a pronunciarsi per la vaccinazione animale, che ritiene mezzo profilattico maggiormente scevro di pericoli infeziogeni. I due anni di prova permisero di far acquistare popolarità a questa modalità di vaccinazione e nel 1886, su parere del Comitato d’Igiene della provincia, la Commissione sanitaria provinciale decise di provare il nuovo sistema, in via di confronto, nelle stesse località, ove si era sempre praticata la vaccinazione umanizzata. Nelle Considerazioni pratiche sulla vaccinazione e rivaccinazione a sistema animale, pubblicato nel 1887, Corsini, oltre a riprendere quanto aveva presentato alla Commissione per la profilassi vaccinica del Comitato d’Igiene, approfondendo l’argomento sia dal punto di vista tecnico-scientifico sia storico, fa anche un accenno a una situazione che egli definisce di abuso. Infatti allora per coltivare il vaccino si utilizzavano i bambini dell’Ospizio di maternità, cioè i bambini abbandonati o non riconosciuti che erano lasciati nel brefotrofio annesso alla maternità. Nel sottolineare gli abusi commessi su questi bambini, utilizzati come sorgente di materiale da vaccinazione e il commercio che le mammane (balie, ostetriche e sorveglianti) esercitavano con la loro linfa, Corsini mostra già quella particolare attenzione per la salute dei bambini che l’avrebbe poi portato a promuovere la fondazione dell’Ospedale dei Bambini di Parma. Nel marzo del 1889 Alessandro Cugini, cattedratico d’Igiene e Medicina Legale dell’Università di Parma e membro del Consiglio sanitario provinciale, su delibera del Consiglio stesso gli affidò il servizio delle vaccinazioni con vaccino animale. In particolare nel documento di delibera del 21 marzo 1889 il Cugini motiva l’incarico del nuovo e delicato servizio della vaccinazione con vaccino animale poiché egli per primo la introdusse nella Provincia di Parma, e poiché era saputo come egli possedesse perizia in questa pratica operatoria e la circondasse di ogni migliore cautela. Nello stesso anno e per questi meriti Corsini fu scelto dal Comitato di Igiene parmense a occupare il posto di Segretario di sezione. Fin dai primi tempi della condotta a Pellegrino Parmense Corsini sentì la necessità d’istituire un Ricovero per gli ammalati poveri, soprattutto dopo le due epidemie di vaiolo del 1871 e 1872. Già nella Relazione sulle malattie sviluppatesi durante il quinquennio 1871-1875 nel Comune di Pellegrino Parmense, Corsini afferma non solo che la natura delle malattie fa scempio dell’umanità ma anche la privazione dei mezzi per combatterli. Propone dunque la costruzione di uno spedale per gli ammalati poveri, motivando la sua proposta con varie argomentazioni, alcune dettate dalla commozione per l’estrema povertà dei contadini e delle loro case, altre dettate da un’analisi attenta, quasi sociologica, della situazione. Solo nel 1876, dopo anni di cattive annate e di ripetute epidemie di polmonite, tifo, vaiolo e difterite, Corsini riuscì a formare un Comitato di provvedimento che aveva lo scopo di migliorare il servizio sanitario del Comune. In memoria di Vittorio Emanuele di Savoja e sull’esempio di altre amministrazioni, il Comune di Pellegrino Parmense il 17 febbraio 1878 stanziò la somma di 10000 lire per erigere l’ospedale che avrebbe portato il nome del Padre della Patria. Anche la Casa reale offrì mille lire e altre cospicue offerte arrivarono dai ministeri di Grazia e Giustizia e degli Interni e dalla Deputazione provinciale. L’ingegnere Pelli offrì una casa, già convento dei frati minori, e sua moglie, Annetta Boeri, i letti completi di biancheria. In seguito l’elenco degli offerenti si allungò. Il Comitato iniziò a raccogliere e amministrare fondi donati da privati e da pubbliche istituzioni, indisse lotterie e organizzò giochi e fiere e l’Ospedale poté essere inaugurato nel marzo del 1880 e accettare pazienti con il 1° aprile dello stesso anno. L’inaugurazione dovette probabilmente riguardare la parte meglio conservata dello stabile, perché dopo un mese (maggio 1880) iniziarono ampi e costosi lavori di ristrutturazione. Questi lavori richiesero ingenti spese, oltre quanto inizialmente previsto e raccolto, e fu necessario richiedere nuove offerte e anche contrarre un prestito di tremila lire con la Cassa di Risparmio di Parma. I lavori furono comunque terminati con le offerte ricevute e non fu necessario toccare le somme stanziate dal Comune, dalla Casa reale e da altre pubbliche istituzioni, in modo da lasciare all’Ospedale in rendita 13000 lire, che davano un reddito annuo di 780 lire. Negli anni seguenti Corsini progettò l’istituzione di un pellagrosario: se ne trova un accenno sia nella relazione del Comitato elettorale istituito a Pellegrino Parmense per appoggiare la sua elezione a consigliere provinciale nel 1884, sia nella relazione del Cugini in occasione del primo anniversario di fondazione dell’Ospedale dei Bambini di Parma. Negli ultimi anni del secolo Corsini, ormai stabilmente a Parma, entrò nel Consiglio di amministrazione degli Ospizi Civili di Parma, grazie alla sua fama di fondatore di ospedali, di organizzatore di campagne di vaccinazione e di valente medico. In questa sede prese l’iniziativa dell’istituzione di un ospedale dei bambini, presente allora solo in poche città italiane. Grazie all’opera di Corsini e di un comitato di tecnici e di benefattori, in effetti gli Ospizi Civili di Parma istituirono l’Ospedale dei Bambini che trovò sede nell’ex-convento di San Francesco di Paola. L’Ospedale dei Bambini fu inaugurato il 9 dicembre 1900, comprendendo una sezione medica, diretta dal professor Cesare Cattaneo, coadiuvato dal dottor Ennio Lorenzelli, e una chirurgica diretta dal professor Vittorino Caprara, coadiuvato dall’assistente dottor Giuseppe Merusi.
FONTI E BIBL.: Gazzetta di Parma 8 novembre 1901; Giovane Montagna 9 novembre 1901; Pietro Corsini medico e filantropo, in Gazzetta di Parma 6 ottobre 1958, 3; F. da Mareto, Bibliografia, II, 1974, 324; U. A. Pini, in Gazzetta di Parma 6 ottobre 1958, 3; R. Virdis, in Aurea Parma 1 1998, 61-73. Biografia tratta da: Dizionario biografico dei parmigiani di Roberto Lasagni – PPS Editore Parma)
05 Novembre 2010
(Thanks to: Dizionario biografico dei parmigiani, Famiglia Cristiana, Wikipedia)
The Cabalist's Daughter
di TWIMC (23/10/2010 - 17:16)
Put this Apocalyptic Fantasy Novel
on your Reading List
An eminent rabbi dies, confounding his acolytes, who believed him to be the messiah. So they steal skin cells from his hospital bedsheets and clone him, hoping to keep their vision alive. As if through a divine practical joke, the clone turns out to be a girl. This is the premise of "The Cabalist's Daughter," an apocalyptic fantasy novel by Yori Yanover.
Part comedian, part social theorist and part religious gadfly, Yanover knows the contemporary link between apocalyptic beliefs and American politics. In this novel, he writes and talks about it from the perspective of both religious prophecy and a novelist’s speculation on character and social importance.
"The Cabalist’s Daughter" has been described as "A wildly-fun fantastical Jewish ‘Hitchhiker's Guide to the Universe.’" (Laurie Gwen Shapiro, author of "The Matzo Ball Heiress") and "A rip roaring read! It's Tom Clancy meets Chabad meets feminism. I loved it." (Judith Abrams, author of "Talmud for Beginners").
Yanover has been an entertainer for the Israeli army, taxi driver, journalist, radio producer and the first Jewish blogger. He is publisher of The Grand Street News, a monthly print magazine serving his neighborhood, New York’s Lower East Side. This is his first work of fiction. His other books include "Dancing and Crying," a behind-the-scenes look at the Lubavitch Hasidic movement, published in Hebrew in 1994, and co-author (with Larry Yudelson) of "How Would God Really Vote: A Jewish Rebuttal to David Klinghoffer's Conservative Polemic" (2008).
Since publishing "The Cabalist’s Daughter," his first novel, in 2008, Yanover has been in demand at readings and panels where inquiring people want to know about the battle between messianic and non-religious world views that are continually challenging and shaping Washington and Main Street.
Yanover read from his novel at the Jewish open mic of Mima’amakim, a poetry-journal-grown-large and nucleus for a community of artists at the Stanton Street Synagogue, 180 Stanton Street.
Blogger Matthue Roth wrote, "Mr. Yanover is just as large and funny and unhinged in real life as he is on the page -- and even more Douglas Adams-dik -- and so all was good on the Lower East Side."
Doing Your Research Let's Investigate
di TWIMC (23/10/2010 - 17:09)
Doing Your Research
Let's Investigate
Part of the Queens Business Blueprint Series
Brought to you by QEDC and Queens College
Doing your research to plan or grow your business can be daunting and frustrating at times. Where do you search for information on your industry? How can you get more information on your target market? Or potential customers and competitors?
Explore the business databases available at the New York Public Library's (NYPL) Science, Industry, Business Library (SIBL). These databases will give you information that help make better decisions and planning for executing your business. (This program is not affiliated or in partnership with NYPL's Science, Industry, and Business Library.)
In this workshop, you will learn to:
> Identify key databases and how to use them to start and grow your business.
> Learn tips on how to research information related specifically to your business and cut out unnecessary information.
> Help you develop strategies and identify market needs to have a more success business venture.
Date: Wednesday, October 27, 2010
Time: 5:30 P.M. - 7:30 P.M.
Location: 188 Madison Avenue - Ground Floor - Room: ETC 2
New York, NY 10016
Seats are limited due to the room size and availability of computers so sign-up now. Only 15 slots available.
About the Workshop Presenter: Franklin Mora is the Director of the Entrepreneurial Assistance Program at the QEDC and has helped hundreds of people commence their plans for new business ventures.
About Franklin Mora:
If you do business in Queens, you could benefit greatly from the services offered by the Queens Economic Development Corporation, a not-for-profit organization that exists to provide Queens residents and business owners with economic and neighborhood development resources. Whether you already own a business or you’re thinking about starting one, Franklin Mora, director of QEDC’s Entrepreneurial Assistance Program (EAP), encourages you to get involved in the five- to ten-week EAP training course. “We help entrepreneurs come up with a well-developed business plan and ask them to take into consideration everything from A to Z,” he said. Classes are taught by professionals such as finance experts, lawyers, and other entrepreneurs. Networking breakfast events, lectures by special speakers and workshops like the recent small business tax clinic are also available to EAP participants. Upon graduation, participants have a better understanding of where they want to go with their business plan, even if that means putting it aside. “In the end, it’s minimizing risk,” said Mora. “Someone may ultimately decide not to go into business, but that’s the best choice instead of going into business and not being successful.” The EAP has seen clients through the launching of many different types of businesses, from day care centers to coffee shops to service organizations. QEDC also holds the annual Queens Business Startup Plan Competition, in which the first place winner receives $12,000 to launch his/her business plan. Another $12,000 is divided between eight other winners. The deadline for this year’s competition is April 6. Mora would like more people to look to QEDC as a source of business-related information. He cited as an example the pool of contracts the city is making available to Minority and Women's Business Enterprises (MWBE). QEDC streamlines the process for entrepreneurs by assisting them with the paperwork required to get registered as an MWBE business. Even if QEDC can’t assist a client with an issue, it will refer them to someone else who can. “We make sure our clients have all the tools they need to get into business,” said Mora. “It takes awhile but it’s a great reward to see things work out in the end.”
For more info About Franklin Mora:
http://queensledger.com/printer_friendly/6889568
The Queens Economic Development Corporation gratefully acknowledges the support of: the Board of QEDC, Citi, Con Edison, Emily Lin & Associates, United Brotherhood of Carpenters & Joiners of America, International Brotherhood of Electrical Workers Local #3, National Grid, New York City Council, New York City Department of Small Business Services, New York State Empire State Development Corporation, NY Mets, New York State Senate, NYC & Company, Office of the Queens Borough President, Small Business Administration, Briarwood Development and TD Bank. Special thanks to Borough President Helen M. Marshall, State Senator Malcolm Smith, State Senator Frank Padavan.
NYC Business Express is the one-stop online tool for the license, permit, tax, incentive information and applications you need, for any business in NYC. The NYC Business Express Incentives Estimator can even provide a customized list of City, State, and Federal incentives for which your business may qualify.
Queens Economic Development Corp | 120-55 Queens Blvd | Suite 309 | Key Gardens | NY | 11424
For more information about the EAP program or QEDC,
visit www.queensny.org or call 718-263-0546
Journey to Wellness
di TWIMC (21/10/2010 - 17:44)
Journey to Wellness
Patient & Family Education Week
October 25 - 29, 2010
Please join us for special “open house” events for patients, families, and caregivers to support your Journey to Wellness.
Come to any of our free lectures and information sessions. Topics include diabetes, cancer, nutrition, bone diseases, physical therapy, quitting smoking, using the Internet to find health information, communicating with your doctor, finding support services, understanding your legal rights, and much more.
Monday, October 25
9 a.m. – 5 p.m.
Patient and Family Resource Center
530 First Avenue, Room 103
Tuesday, October 26
12 noon – 2 p.m.
NYU Clinical Cancer Center
160 East 34th Street, 11th Floor
Wednesday, October 27
11 a.m. – 3 p.m.
Alumni Hall, 550 First Avenue
Thursday, October 28
11 a.m. – 2:30 p.m.
The Stephen D. Hassenfeld Children's Center for Cancer & Blood Disorders
160 East 32nd Street, Medical Level
Thursday, October 28
1 p.m. – 6 p.m.
NYU Hospital for Joint Diseases
301 E. 17th Street
Friday, October 29
11 a.m. – 2 p.m.
Rusk Pavilion, Ground Floor
Call 212-263-6962 for more information.
Education > Prevention > Diagnosis > Treatment > Recovery
Ultimi commenti